IL NOSTRO VINO

I vini della nostra azienda nascono in terreni con suoli diversi, calcarei, argillosi e arenari, ma tutti vocati alla produzione di grandi vini. Il terreno viene lavorato più volte nel corso dell’anno, come nel sistema di coltivazione tradizionale. La forma di allevamento utilizzata per le viti è una derivazione del guyot classico, il caratteristico archetto toscano. Dagli inizi di settembre fino all’ultima settimana è il periodo della vendemmia, che avviene in tempi differenziati a seconda della maturazione delle uve variabile secondo le condizioni meteorologiche annuali.

Fin dalla vendemmia c’è una grande attenzione al prodotto, le uve sono selezionate e raccolte manualmente. Dalle uve diraspate e pigiate si ottiene il mosto che viene trasferito nei vasi vinari dove avviene la fermentazione alcolica a temperatura controllata. Nella fase di macerazione, che dura circa due settimane, la buccia rimane a contatto con la polpa. Per estrarre dalle bucce i polifenoli, che danno colore, struttura, longevità al vino e le sostanze aromatiche che garantiscono al vino un bouquet ampio e complesso, si effettuano i rimontaggi. Con una pompa si fa scorrere il mosto e si rimanda nella parte superiore della vasca. Segue la svinatura, cioè la separazione delle vinacce dal vino che poi svolge la fermentazione malolattica diventando più morbido e più stabile. Il vino matura almeno un anno nelle botti di cemento vetrificato e affina per qualche mese in bottiglia prima di entrare in commercio.

L’uva più importante della zona e dell’azienda per percentuale e per tipicità è il Sangiovese, vitigno a bacca-rossa originario dell’Italia centrale. Si producono vini strutturati ed eleganti, di colore rosso rubino che con l’invecchiamento tendono al granato, dal profumo persistente di note floreali di mammole unite a un tipico carattere di frutti rossi, dal sapore armonico, asciutto, sapido, con una buona tannicità che si affina con il tempo al morbido vellutato.

Questi vini accompagnano una fascia ampia di cibi, dai piatti tipici di questo luogo come i crostini neri ai fegatini di pollo, i primi piatti e gli arrosti di selvaggina, le carni rosse cotte alla griglia e il formaggio pecorino, fino ai piatti di molte altre cucine internazionali. La temperatura di servizio è di 16-18°C.

I miei vini li vendo in cantina ma anche a negozi e ristoranti e posso spedirli in quasi tutto il mondo, e poi vendo il vino da tavola sfuso dalla botte con i bag e box (contenitori per il vino) o le persone possono venire con i loro recipienti e io li riempo direttamente dalla botte.

Le caratteristiche del clima continentale, del terreno sassoso con varie pendenze e le diverse altitudini che oscillano tra i 250 e i 700 metri, rendono il territorio agrario del Chianti Classico una regione vocata alla produzione di vini rossi di grande qualità. Con il 1996, il Chianti Classico è diventato una Denominazione di Origine Controllata e Garantita autonoma ed è stata riconosciuta come la zona di origine più antica del Chianti.

I vini sono sempre accompagnati da sigle e indicazioni che racchiudono importanti informazioni sulla tipologia del vino e le regole che sono state applicate per realizzarlo.

La classificazione dei vini è disciplinata dai regolamenti emanati dalla Comunità Europea e recepiti dalle normative nazionali. Le diverse menzioni tradizionali che caratterizzano i vini che arrivano sulle nostre tavole sono organizzate in maniera tale da costituire una vera e propria “Piramide della Qualità“. Alla base della piramide vi sono i Vini da Tavola (VdT), poi Igt, Doc e Docg.

La sigla DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita è un marchio che indica al consumatore l’origine geografica di un vino, territorio che può essere ristretto a singola frazione, comune o addirittura in microzone che corrispondono ai vitigni, io faccio parte del consorzio del Chianti Classico.

La regolamentazione per produrre vini DOCG è molto più ristretta dove oltre alla zona di produzione, il produttore deve rispettare percentuali precise di vitigni che devono essere utilizzati per realizzare il vino e numerosi altri parametri.

Le classificazione DOCG, rispetto alle IGT, hanno dei disciplinari di produzione più restrittivi che mirano all’espressione del territorio e alla tipicità. La sigla DOCG deve essere interpretata non come migliore qualità in termini assoluti, ma nella produzione di un prodotto tipico che è espressione del territorio da cui proviene.

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